Il Regolamento - Norsk Skogkatt italia

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Il Club

IL REGOLAMENTO

N.S.I. - Norsk Skogkatt Italia
Club Italiano del Gatto Norvegese delle Foreste




REGOLAMENTO



PREMESSA
Il Gatto Norvegese delle Foreste (detto anche Gatto delle Foreste Norvegesi, Norwegian Forestcat o Skogkatt) è il gatto autoctono proveniente dai boschi della Norvegia, dove si è evoluto in totale isolamento, acquisendo per selezione naturale caratteristiche genetiche e psicofisiche uniche. Salvato dall’estinzione negli anni ’70 del secolo XX ad opera di alcuni allevatori ed appassionati norvegesi, e riconosciuto come varietà felina a se stante, si è poi diffuso in tutta Europa come animale di affezione, diventando particolarmente ricercato per la particolare bellezza fisica e per il carattere socievole ed equilibrato.
Gli esemplari da allevamento vivono quindi a stretto contatto con l’uomo, ma devono poter mantenere inalterate le caratteristiche psicofisiche le abitudini comportamentali tipiche dell’animale così come in origine. Necessitano quindi di adeguati spazi per i loro movimenti, di adeguata luce naturale ed areazione, di una corretta alimentazione, di appositi spazi per le loro necessità fisiologiche, oltre che di una adeguata pulizia ambientale nonché personale.
È inoltre indispensabile una corretta ed adeguata assistenza veterinaria che ne garantisca lo stato fisico ottimale sia nel normale corso della vita sia in occasione di eventi traumatici o di malattia.

FINALITA’ E SCOPI DEL REGOLAMENTO
Il presente Regolamento è rivolto a tutti i soci appartenenti all’Norsk Skogkatt Italia e ha lo scopo di fornire le linee guida che consentano agli stessi di salvaguardare il benessere e la salute del Gatto Norvegese delle Foreste. A tal fine vengono fornite le istruzioni relative agli spazi, all’alimentazione, alla pulizia, agli aspetti sanitari e veterinari, alla eventuale cessione di soggetti a terzi con indicazione delle relative responsabilità.
Sia l’allevatore già in attività che si vuole iscrivere al Norsk Skogkatt Italia Club Italiano del Gatto Norvegese delle Foreste, sia il socio che decide di intraprendere la carriera di allevatore, sia il proprietario di gatti di razza Norvegese delle Foreste sono obbligati a seguire in toto il presente regolamento, non sono ammesse deroghe se non per punti particolari e per tempi limitati, come descritto nel testo del presente Regolamento.
La violazione delle disposizioni contenute nel presente Regolamento e nello Statuto da parte dei soci, prevede l’applicazione di sanzioni che possono arrivare sino all’espulsione dal Club, così come stabilito dal presente Regolamento.
Norsk Skogkatt Italia Club Italiano del Gatto Norvegese delle Foreste farà adeguata pubblicità al fine di far conoscere al grande pubblico il presente Regolamento che, come già indicato, ha come finalità la salvaguardia della salute e del benessere dei Gatti Norvegesi delle Foreste, e i soci allevatori che, adempiendone gli scopi, risultano quindi iscritti e certificati.
Il Regolamento è redatto in armonia con quanto disposto dal Disciplinare del Libro Genealogico del Gatto di Razza, dalle Norme Tecniche e relativi allegati.

Cap. 1 – MODALITA’ DI ISCRIZIONE

Art. 1 - DOMANDA DI ISCRIZIONE – ACCETTAZIONE REGOLAMENTO
Gli allevatori o proprietari di gatti di razza Norvegese delle Foreste, in possesso di pedigree emesso da AFeF, che vorranno iscriversi al Norsk Skogkatt Italia Club Italiano del Gatto Norvegese delle Foreste dovranno:
- scaricare il modulo d’iscrizione dal nostro sito internet, compilarlo in ogni sua parte ed inviarlo alla Segreteria via e-mail a: segreteria@clubgattinorvegesi.eu o in alternativa compilare la richiesta di iscrizione online. Il Norsk Skogkatt Italia entro 15 giorni dal ricevimento della domanda, darà risposta tramite la Segreteria sull’accettazione della stessa.
- ad accettazione avvenuta convalidare l’iscrizione con il versamento della quota associativa tramite bonifico bancario alle coordinate indicate sul modulo d’iscrizione ed inviare una e-mail di conferma del pagamento all’ufficio tesseramento tesseramento@clubgattinorvegesi.eu
- accettare tutte le norme espresse dal presente regolamento e controfirmare la clausola liberatoria in base all’art. 10, Legge 31/12/1996 n. 675 e successive modificazioni, relativamente all’uso dei dati personali.

Art. 2 – ALBO ALLEVATORI
I soci ordinari allevatori ammessi a far parte del Club saranno iscritti di diritto nell’albo allevatori appositamente predisposto e potranno fregiarsi della dicitura di “Allevamento certificato dal Norsk Skogkatt Italia Club Italiano del Gatto Norvegese delle Foreste”, dicitura che potranno esibire in qualsiasi situazione pubblica (esposizioni, carta intestata, pubblicità, siti Internet) fintanto che la suddetta certificazione è in essere; e/o di apposito logo.

Art. 3 – AFFISSO
I soci ordinari allevatori ammessi a far parte del Club dovranno essere in possesso di proprio affisso riconosciuto da AFeF.

Art. 4 – DIVULGAZIONE
Tutti i soci ordinari allevatori usufruiranno della campagna di propaganda che sarà effettuata mediante la pubblicazione del Regolamento e dell’albo allevatori su Internet, nonché pubblicazioni su giornali specializzati e attraverso la diffusione di notizie alle mostre feline.

Cap. 2 – STANDARD MINIMI AMBIENTALI

Art. 5 – SPAZI MINIMI
L’ambiente non deve essere sovraffollato: ciascun gatto dovrà avere sufficiente spazio per muoversi mantenendo un adeguato tono muscolare, e la possibilità di riposare senza essere disturbato dagli altri gatti presenti in allevamento.
Dovranno essere previsti spazi adeguati, tranquilli ed isolati, per gli animali in cura o quarantena e per le puerpere con i cuccioli.
In caso di presenza di un giardino, potrà essere possibile per i gatti accedervi, purché sia installata una adeguata recinzione che non permetta ai gatti di fuoriuscire all’esterno né il contatto con gatti od altri animali randagi esterni.
Chi possiede un giardino potrà anche realizzare un gattile, struttura dove i gatti potranno vivere permanentemente a patto che possieda determinate caratteristiche così come indicate nell’art. 9 del presente Regolamento.

Art. 6 - LUCE
Gli ambienti destinati ai gatti dovranno essere forniti di finestre in modo da godere di buona illuminazione naturale, uniformemente distribuita e non eccessiva.
In caso si abbia la necessità di chiudere tutte le imposte durante il giorno, sarà necessario lasciare sufficiente luce artificiale.
Gli ambienti destinati ai gatti dovranno essere forniti di porte, finestre o aeratori che permettano ricambio d’aria e ventilazione adeguati al fine di prevenire la formazione di cattivi odori e condensa.
Dovranno inoltre avere una temperatura idonea ad ospitare esseri viventi sia in inverno che d’estate, allo scopo dovranno essere previsti sistemi per il riscaldamento/raffreddamento

Art. 7 - SICUREZZA
Deve essere posta particolare cura al fine di evitare che negli ambienti in cui vivono i gatti si possano generare situazioni pericolose, in particolare deve essere evitata la presenza di:
-materiali dannosi, nocivi e pericolosi, liquidi, solidi e gassosi.
-fiamme libere e non controllate e/o sorgenti di elevato calore.
-materiale elettrico non sicuro come prese e fili scoperti, etc.
-vetri o parti metalliche appuntite e sporgenti.
-oggetti pesanti che possano essere spostati dai gatti con il pericolo di schiacciarli.
-altri oggetti o situazioni di pericolo.

Art. 8 – USO DI GABBIE O GATTILI
Gabbie
La costante permanenza di gatti in gabbie è tassativamente vietata, la mancata osservanza di questo articolo del regolamento comporterà l’immediata espulsione.
L’uso di gabbie è consentito solo quando è necessario l’isolamento temporaneo di un gatto per:
-Quarantena
-Degenze da malattie od eventi traumatici
-Altri eventi eccezionali.
Non sono da considerarsi gabbie strutture di ampie dimensioni (minimo 2x2x2 m), adeguatamente arredate per permettere il gioco e il riposo e posizionate in posto adeguatamente illuminato e aerato.
Gattili
Sono ammessi i gattili (gabbie esterne) purché siano dimensionati in modo che ogni gatto abbia a disposizione uno spazio minimo di 2x2x2 m. Per evitare situazioni di sovraffollamento è meglio prevedere più gattili piuttosto che una struttura unica. Si ritiene pertanto di stabilire un numero massimo di gatti per ciascuna struttura pari a 5.
I gattili devono essere costruiti con materiale robusto e di facile pulizia, non pericoloso per i gatti, senza spigoli o sporgenze, il fondo non dovrà essere di rete e dovrà possibilmente essere rialzato dal suolo per evitare ristagni di umidità.
Il gattile dovrà essere coperto parzialmente o completamente, dovrà contenere al suo interno strutture adeguate al gioco e ripari in caso di intemperie, periodi freddi o eccessivamente caldi.
In ciascun gattile dovranno essere predisposti vaschette con lettiera e ciotole con acqua e cibo in quantità proporzionata al numero di gatti ospitati.
L’allevatore che utilizza il gattile come struttura stabile di allevamento dovrà prevedere una zona nursery all’interno dell’abitazione dove poter collocare la mamma con i cuccioli fino al terzo mese di età dei piccoli.

Art. 9 – PULIZIA AMBIENTALE
L’ambiente dove vivono e riposano i gatti deve essere pulito, privo di odori e di parassiti.
Le vaschette con lettiera devono essere in numero adeguato (almeno due per 5 gatti) e di facile accesso. Devono essere pulite internamente ed esternamente e contenere un adeguato quantitativo di sabbia o di materiale equivalente. Il materiale assorbente deve essere pulito con frequenza tale da prevenire gli accumuli di materiale fecale e rinnovato spesso.
Le ciotole per l’acqua devono essere pulite e contenere acqua fresca e pulita ed essere in numero sufficiente per i gatti presenti.
Le ciotole o i piatti per gli alimenti (secchi o umidi) devono essere pulite e contenere cibo fresco. Non ci devono essere residui di cibo vecchio, deteriorato o avariato sia nelle ciotole/piatti sia nell’ambiente.
Si consiglia l’uso di ciotole/piatti in acciaio inox o ceramica, in quanto di più facile pulizia rispetto alla plastica, che può anche provocare acne allergica in alcuni soggetti sensibili.

Art. 10 – ALIMENTAZIONE
L’alimentazione dei gatti è a discrezione dell’allevatore o proprietario, purché sia adeguata sia in termini di qualità, quantità e igiene.

Cap. 3 – SALUTE, ASPETTI SANITARI E GENETICI


Art. 11 – SALUTE DEI GATTI
I gatti devono godere di buona salute, avere un buon tono muscolare ed un peso appropriato per la loro struttura ossea, la loro età e il loro sesso.
La pelle deve essere pulita e tonica, senza zone con eczemi o dermatiti, il pelo si deve presentare lucido, il più possibile esente da nodi e grumi di pelo.
Orecchie, occhi e bocca non devono presentare malattie o alterazioni.
Devono essere esenti da parassiti di qualsiasi forma e natura.

Art. 12 – ASSISTENZA VETERINARIA

Ogni socio deve avere un proprio veterinario di fiducia che segua con regolarità l’andamento sanitario del singolo gatto.
Il gatto deve essere vaccinato secondo uno schema predeterminato e concordato con il veterinario.
Le vaccinazioni devono essere regolarmente registrate sul libretto sanitario intestato al gatto.

Art. 13 – NORME COMPORTAMENTALI RISPETTO ALLE MALATTIE GENETICHE
I gatti riproduttori di proprietà dei soci devono essere obbligatoriamente testati prima di poter essere utilizzati in riproduzione per le malattie genetiche tipiche della razza, per le quali siano disponibili i test sul DNA.
Le informazioni relative a questa tipologia di malattie sono contenute nell’Allegato 1 – Malattie genetiche per la diagnosi delle quali è presente un test sul DNA al presente Regolamento.
E’ consigliato, in accordo con il proprio Veterinario, pianificare un piano di screening per i propri gatti relativamente alla patologie contenute nell’Allegato 2 – Malattie genetiche per la diagnosi delle quali non è presente un test sul DNA al presente Regolamento.
L’elenco delle patologie degli Allegati di cui sopra viene tenuto aggiornato a cura del Comitato Direttivo del N.S.I.
I soci si impegnano a divulgare i risultati dei test effettuati, di cui devono inviare notizia alla Segreteria del Club, nei tempi e nei modi indicati nei menzionati Allegati. Questo consente di contribuire, collaborando anche a livello internazionale con istituzioni di ricerca e di raccolta dei dati, ad una sempre maggior conoscenza e controllo delle singole patologie genetiche.
I soci sono quindi d’accordo sul rendere pubblici questi dati nelle opportune sedi. Il censimento dello stato dei singoli soggetti riproduttori, rispetto alle patologie tipiche della razza, consente infatti la definizione di adeguati programmi di allevamento volti ad isolare e progressivamente eliminare le malattie genetiche.
La mancata adempienza a queste norme comportamentali provocherà l’immediata sospensione del socio.

Art. 14 – ISOLAMENTO DEI GATTI MALATI
Ogni socio deve avere la possibilità di isolare gatti malati o con parassiti fino al termine della cura a loro destinata.

Art. 15 – ACCOPPIAMENTI
Non sono permessi accoppiamenti tra Gatti Norvegesi delle Foreste e gatti di altra razza.
Norsk Skogkatt Italia Club Italiano del Gatto Norvegese delle Foreste sconsiglia vivamente ai propri soci allevatori di allevare più razze feline, in ogni caso per coloro che allevano più di una razza è obbligatorio tenere le razze separate oppure tenere separati i maschi dalle femmine onde evitare incresciosi accoppiamenti tra gatti di diverse razze.
Ciascuna fattrice non potrà partorire più di due cucciolate l’anno.
L’età minima consigliata perché una fattrice possa essere accoppiata è di 11 mesi.
L’elevata incidenza di gravidanze precoci in un allevamento sarà oggetto di indagini da parte del Consiglio Direttivo.

Cap. 4 – COMPORTAMENTO STANDARD E RESPONSABILITA’ PER LA CESSIONE DEI GATTI

Art. 16 – CESSIONE DI CUCCIOLI O DI GATTI ADULTI
Tutti i cuccioli nati vivi devono essere iscritti al Libro Genealogico del Gatto di Razza, è fatto assoluto divieto di cedere cuccioli o adulti senza Certificato Genealogico.
Non è permesso vendere o lasciare in deposito cuccioli o gatti adulti ai negozi di animali o ad organizzazioni simili, né cederli per ricerche o test.
Nessun gatto può essere ceduto prima del compimento del terzo mese e senza aver eseguito la vaccinazione tri/quadrivalente e relativo richiamo.
Al momento della cessione di un cucciolo o di un gatto adulto, l’allevatore ne garantisce la sua buona salute, l’assenza di parassiti e l’assenza di tare genetiche riconosciute, a meno che queste siano chiaramente indicate e illustrate a chi intende prendere il gatto e che il nuovo proprietario sottoscriva una liberatoria dalle responsabilità dell’allevatore sulle conseguenze di queste tare.
Nel caso di tare genetiche conclamate e/o certificate il gatto dovrà essere dichiarato “Not for breeding”.

Art. 17 – GARANZIE SULLA PUREZZA DELLA RAZZA E SULLA SALUTE DEL GATTO
Il socio allevatore garantisce la pura razza di ogni soggetto.
Il socio allevatore garantisce inoltre la salute del gatto e l'assenza di parassiti per le 48 ore successive alla sua cessione;
La denuncia del vizio o della malattia del gatto, accompagnata da certificato veterinario, deve essere comunicata per iscritto dall'acquirente all'allevatore, indicando la natura del vizio e quando è stato rilevato.
Il socio allevatore non sarà responsabile per vizi o malattie del gatto che non vengano riscontrate e denunciate secondo le modalità sopraindicate.
Il socio allevatore, verificata e confermata la natura del vizio o della malattia, si impegna alla sostituzione del gatto o al parziale risarcimento del costo del gatto nel più breve tempo possibile ed in funzione alla disponibilità di altri soggetti con caratteristiche simili al precedente.
La compensazione o la sostituzione del soggetto dipendono dalla gravità del vizio riscontrato.

Art. 18 – DOCUMENTAZIONE
Il cucciolo o il gatto che lasciano l’allevamento devono essere obbligatoriamente accompagnati dalla documentazione di competenza, come disposto dall’art. 5 del Decreto Legislativo 529/92. Tale documentazione è composta da:
1) libretto sanitario e/o Passaporto Europeo debitamente compilato con i dati del gatto e l’elenco delle vaccinazioni con tagliando di riscontro e firma del veterinario
2) eventuale certificato di buona salute firmato dal veterinario di fiducia dell’allevamento in data non anteriore a una settimana da quella dell’effettiva cessione del soggetto
3) eventuale contratto di cessione che dovrà essere sottoscritto da entrambe le parti (allevatore – acquirente). Tale contratto dovrà attenersi ai principi esplicativi del presente regolamento
4) Certificato Genealogico emesso da un Libro Origini autorizzato dallo Stato italiano alla gestione del Libro Genealogico del Gatto di Razza rilasciato dall’Associazione Felina di cui fa parte l’allevatore. Nel caso in cui questo non fosse ancora disponibile, eventuale copia della denuncia di nascita ed eventuale richiesta di iscrizione al Libro Genealogico.
5) è facoltativo cedere la copia dei test genetici effettuati sul gatto o sui genitori
6) passaggio di proprietà compilato e firmato dall’allevatore
In caso di soggetto acquistato per compagnia questi ultimi due documenti possono essere consegnati dopo dimostrazione dell’avvenuta sterilizzazione del soggetto, previo accordo scritto tra le parti.

Art. 19 – QUALITA’ DEL CUCCIOLO O DEL GATTO
In base alle loro caratteristiche fisiche da standard e/o in base agli accordi di utilizzazione i cuccioli o gatti adulti ceduti si possono definire secondo la seguente scala di qualità:
a) Gatto da esposizione
Gatto di razza pura e di genealogia selezionata, con pedigree emesso da un Libro Origini autorizzato dallo Stato italiano alla gestione del Libro Genealogico del Gatto di Razza, adatto alla riproduzione e con caratteristiche fenotipiche aderenti allo standard di razza in misura tale da consigliarne la partecipazione alle esposizioni feline, ovviamente senza che questo presupponga particolari chances di carriera o di vittorie.
b) Gatto da riproduzione
Gatto di razza pura e di genealogia selezionata, con pedigree emesso da un Libro Origini autorizzato dallo Stato italiano alla gestione del Libro Genealogico del Gatto di Razza, adatto alla riproduzione secondo gli accordi presi con l’allevatore ma che non sarà possibile esporre alle mostre feline di qualsiasi associazione/federazione.
c) Gatto da compagnia
La definizione di gatto da compagnia può essere associata a due tipologie di esemplari:
1. Gatto di razza pura, con pedigree emesso da un Libro Origini autorizzato dallo Stato italiano alla gestione del Libro Genealogico del Gatto di Razza, ma non perfettamente rispondente allo standard con minimi difetti (es. nodo alla coda), che viene ceduto con un “contratto da compagnia” che prevede la consegna dei documenti dopo l’avvenuta sterilizzazione del soggetto (vedi art. 18), ma che non sarà possibile esporre a mostre feline di qualsiasi associazione/federazione e che non può essere usato per la riproduzione
2. Gatto di razza pura anche di qualità da esposizione che viene ceduto con un “contratto da compagnia” che prevede la consegna dei documenti dopo l’avvenuta sterilizzazione del soggetto (vedi art. 18). Su consiglio dell’allevatore è possibile far partecipare questi gatti alle esposizioni, una volta sterilizzati, in classe neutri.
L’allevatore definisce la qualità di un cucciolo ceduto prima dei 6 mesi in base ad una onesta comparazione con lo standard, che però non può tenere conto dei possibili cambiamenti che il cucciolo potrà avere durante la crescita e cioè fino a 9/12 mesi.
Deroghe da quanto definito sopra devono essere espressamente concordate con l’allevatore e inserite nel contratto di cessione.
L’N.S.I. non esprimerà mai parere ufficiale, da parte dei suoi organi direttivi, in merito alla qualità e alla tipologia dei cuccioli ceduti dai soci.

Art. 20 – DIRITTI DELL’ACQUIRENTE DEL GATTO
Chi acquista un cucciolo o un gatto adulto ha diritto di visitare e visionare l’allevamento per valutarne lo stato di salute dei soggetti e la pulizia dello stesso.
Chi acquista un cucciolo ha diritto di vedere la madre e il padre. Se il padre è un soggetto non facente parte dell’allevamento ha diritto di sapere chi sia il proprietario ed eventualmente di contattarlo per informazioni.

Cap. 5 – CONSIGLIO DIRETTIVO – REFERENTE

Art. 21 – CONSIGLIO DIRETTIVO

Il Consiglio Direttivo elegge tra i sui componenti un referente che si occuperà di mantenere i rapporti con i soci e vigilerà che siano rispettate le norme del presente regolamento.

Art. 22 – REFERENTE

Il Referente valuta e sottopone al Consiglio Direttivo le domande di iscrizione pervenute dagli allevatori o proprietari che vogliono diventare soci del Club, per la loro accettazione o negazione.
Il Referente dovrà inoltre redigere e tenere aggiornato l’albo dei soci allevatori iscritti, nel quale dovrà essere indicato il nome dell’allevamento e il nome del proprietario.
Il Referente è tenuto a relazionare il Consiglio Direttivo su fatti o eventi importanti.


ALLEGATO 1

Malattie genetiche per la diagnosi delle quali è disponibile test sul DNA
Glicogenosi di tipo IV (GSD IV)


La GSD IV (glycogen storage disease type IV, glicogenosi di tipo IV) fa parte di un insieme di malattie, chiamate appunto glicogenosi. Quella di tipo IV colpisce il Norvegese delle Foreste. Sono patologie ben descritte anche in umana, classificate come malattie rare.
In un organismo normale, l’eccesso di glucosio ottenuto con la dieta o con la conversione di proteine e grassi viene immagazzinato in una catena ramificata di polimeri, il glicogeno, costruito utilizzando come catalizzatore l’enzima GBE (glycogen branching enzyme). Quando l’organismo ha bisogno di energia, le molecole di glucosio sono rimosse dal glicogeno e immesse nella circolazione sanguigna oppure utilizzate dai tessuti. L’abilità di aggiungere e rimuovere il glucosio dal glicogeno in modo efficiente dipende dalla complessità della sua struttura ramificata.
La GSD IV è una deficienza ereditaria dell’enzima GBE: i soggetti affetti immagazzinano una forma abnorme di glicogeno che, quindi, porta a un insufficiente utilizzo del glucosio. Ecco quindi che la GSD IV può essere considerata una ipoglicemia cronica che peggiora inesorabilmente verso la morte (perché l’organismo non è in grado di utilizzare in modo efficace il glucosio).
Nel gatto, i cuccioli affetti muoiono poche ore o pochi giorni dopo la nascita, molto probabilmente perché non hanno sufficiente glucosio per superare il parto e le prime ore/giorni di vita. Più rara è la forma tardiva, per cui il cucciolo è sano fino ai 5/7 mesi per poi, improvvisamente, mostrare un blocco della crescita e una debolezza diffusa, con i seguenti sintomi:
• ipertermia elevata (oltre 40°), insensibile ai corticosteroidi
• tremori intermittenti e generalizzati che diventano permanenti
• fiacchezza intermittente, a “singhiozzo”
• debolezza muscolare, seguita da atrofia muscolare, contratture fibrotiche di articolazioni che portano a difficoltà di movimento e di alimentazione e che richiedono assistenza continua da parte del proprietario
• tetraplegia
I gatti affetti possono sopravvivere fino ai 10/14 mesi. Muoiono di arresto cardiaco, a volte dopo coma.
La malattia è letale e non esistono cure.



Profilo genetico e test
La mutazione della GDS IV è recessiva, ciò implica che la possibilità che si esprima nella discendenza c’è solo se entrambi i genitori sono portatori della mutazione.
Si possono trovare 3 differenti possibilità:
• entrambi i genitori sono sani (essi sono omozigoti per l’allele normale): i figli sono sani e non porteranno la mutazione.
• se uno dei genitori è carrier (eterozigote) avremo circa il 50% di carrier ed il 50% di gatti sani tra i loro figli.
• Quando due portatori vengono accoppiati noi otteniamo il 25% di gatti malati, il 50% di carrier ed il 25% di gatti sani. Ricordiamo che un gatto carrier è un gatto che non ha la malattia e che non la svilupperà mai. Potrà però trasmettere la mutazione ai figli.
E’ disponibile un test genetico, su sangue o tampone buccale, per individuare non solo i gatti affetti ma anche i portatori, ed è disponibile presso diversi laboratori italiani ed esteri. Ogni laboratorio prevede l’invio a casa, su richiesta, del materiale per i test (tamponi o provette per raccolta ematica), insieme con la documentazione necessaria. In alcuni casi è richiesto, per una corretta identificazione del gatto, che sia applicato il microchip.

Gestione in allevamento
Gli studi attuali sono volti all’analisi dei pedigree e delle linee coinvolte, in modo da cercare di arginare la diffusione dei carrier e contenere la mutazione (tramite, ovviamente, i test sui riproduttori), cercando inoltre di sensibilizzare gli allevatori alla negativizzazione delle linee per tentare di eradicare completamente, nel lungo periodo, questa patologia dalla razza.
Tutti i riproduttori dei soci dell’N.S.I. devono essere testati. Nel caso il soggetto sia carrier per la mutazione, il socio valuterà in autonomia se sterilizzare oppure lavorare per negativizzare la linea, ciò dipenderà da molti fattori, tra i quali citiamo a titolo di esempio: l’importanza della linea, la tipatura del gatto e l’assenza di altre patologie. Se infatti un gatto carrier è valutato irrinunciabile per il proprio programma di allevamento, è possibile grazie ai test, accoppiarlo con gatti omozigoti negativi alla mutazione, testare la discendenza e continuare a lavorare con i figli negativi (e ciò implica sterilizzare il portatore), preservando così tipo e linea e contribuendo all’eradicazione della patologia nella razza.



ALLEGATO 2

Malattie genetiche per la diagnosi delle quali non è disponibile test sul DNA
Cardiomiopatia ipertrofica (HCM)


HCM è l’acronimo di Hypertrophic CardioMiopathy, cardiomiopatia ipertrofica. È una malattia genetica che colpisce, oltre ai felini, anche gli umani ed è una condizione per cui, progressivamente, le pareti del cuore si inspessiscono, soprattutto dal lato sinistro del cuore, causando problemi alla funzionalità cardiaca: in particolare, il cuore è meno elastico e, a causa del ridotto spazio nel ventricolo sinistro, pompa meno sangue del normale. E’ possibile che si creino turbolenze nel flusso sanguigno o fuoriuscita di valvole, con conseguente sviluppo di un soffio cardiaco auscultabile dal veterinario. Sono state riscontrate difficoltà nella respirazione, per l’eccessivo accumulo di acqua nei polmoni e paralisi degli arti posteriori a causa del distacco di emboli.
Le cure prestate a un gatto affetto da HCM comprendono l’utilizzo di betabloccanti e ACE-inibitori, a supporto della funzionalità cardiaca.
L’HCM spesso è asintomatica, fino all’improvvisa morte del gatto per arresto cardiaco o grave alterazione del battito.
Non è un difetto congenito ma una malattia genetica che, sviluppandosi a volte molto lentamente nel corso degli anni, porta a invariabilmente a difficoltà diagnostiche.

Profilo genetico e test
L’HCM è una malattia autosomica dominante a penetranza incompleta ed espressività variabile. Questo significa che può colpire indistintamente i maschi e le femmine; può essere trasmessa sia in forma eterozigote (un genitore trasmette la malattia) o omozigote (entrambi i genitori la trasmettono); un gatto può essere affetto da HCM ma non manifestarla mai per tutta la sua vita, trasmettendola però alla discendenza; ogni soggetto è a sé, per quanto riguarda la gravità della malattia e i tempi di insorgenza.
In commercio sono disponibili test genetici per identificare una mutazione che si pensa possa essere corresponsabile dello sviluppo dell’HCM. Questo test è attualmente valido solo per le razze Maine Coon e Ragdoll. E’ però controversa l’interpretazione del risultato, soprattutto per quanto riguarda la correlazione tra il risultato del test e lo sviluppo della patologia (a titolo di esempio, gatti omozigoti negativi alla mutazione hanno contratto la malattia).
A oggi, nei Norvegesi delle Foreste, l’unico mezzo diagnostico affidabile per valutare lo stato del cuore è lo screening con ecocardiodoppler, eseguito da un medico veterinario specializzato in cardiologia.
L’ecografia è volta a eseguire alcune misurazioni sulle pareti cardiache e a monitorare il flusso sanguigno e i battiti.
Il protocollo generalmente adottato dai programmi di screening internazionali stabilisce di eseguire i test a un anno e mezzo di età, 3 anni e 5 anni, tenendo però conto che la finestra massima di espressione della malattia è 4-6 anni. È da valutare a seconda dei casi specifici se eseguire il primo test prima di utilizzare il soggetto in riproduzione.

Gestione in allevamento
Tenendo conto delle difficoltà diagnostiche, è buona norma che ogni allevatore sviluppi un piano di screening periodico dei propri gatti, e che escluda immediatamente dalla riproduzione i soggetti portatori della patologia, avendo cura di informare, privatamente o pubblicamente a seconda dei casi specifici, dell’esistenza del problema su quella linea.
Uno dei protocolli utilizzati a livello internazionale è quello suggerito da Pawpeds, che prevede:
• Gatti con risultato “equivocal”: sono soggetti il cui esame ecocardiografico non è “normale” ma nemmeno patologico, per esempio un cuore può essere più grande del normale senza per questo essere segnale di cardiomiopatia. In generale, in questi casi, è consigliabile attendere prima di mettere in riproduzione il soggetto per ripetere l’esame. Nel caso il soggetto si sia già riprodotto (es.: il gatto risulta equivocal al secondo o terzo screening) è consigliabile accoppiarlo solo con gatti con screening normale.
• Se un parente (fratello, sorella, genitori o figli) del soggetto ha diagnosi di cardiomiopatia ipertrofica, questi non andrebbe utilizzato in riproduzione fino al compimento dei due anni. Da due a tre anni è possibile pianificare una cucciolata ma è consigliabile cedere tutti i cuccioli da compagnia. Oltre tre anni è possibile utilizzarlo in riproduzione ma avendo cura di accoppiarlo solo con gatti con screening normale.


Membri di

 


PROSSIME ESPOSIZIONI


ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE FELINA
VANZAGHELLO (MI)
30 SETTEMBRE - 01 OTTOBRE 2017




ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE FELINA
OVADA (AL)
28 - 29 OTTOBRE 2017



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